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Janis Joplin
Biografia
La prima autentica femminista
nella storia del rock. E con un'ugola da brivido.
Janis Joplin, voce rauco-blues-miagolante e supersexy, rimarrà per
sempre nella colonna sonora ideale dei Sixties: emotiva ed energica
al tempo stesso. La sua parabola musicale e personale la colloca tra
gli eroi maledetti della grande stagione del Rock'n'Roll.
La carriera solista, breve (negli anni) ma fulminante (nelle
vendite), incomincia sul finire del decennio '60, quando la cantante
lascerà la band dei Big Brother, inaugurando una serie di
performance che passeranno alla storia. Il più grande merito di
Janis Joplin è comunque di natura "sociologica":
è Janis che ribattezza il ruolo della donna nella cultura rock
è Janis che inaugura l'immagine della cantantessa sexy e sfrontata
su e giù dal palco
ed è proprio Janis che inventa quell'incredibile stile vocale rauco
& elettrico, clonato milioni di volte nei decenni seguenti: da
Melissa Etheridge ad Alanis Morissette, da (perché no?) Steven Tyler
ad Axl Rose
Ma dove affonda le radici Janis Joplin? A Port Arthur, la piccola
cittadina texana dove nasce (19 gennaio 1943), cresce e dove
sviluppa l'insofferenza verso ogni ambiente conservatore che sarà il
suo eterno marchio di fabbrica. La musica è una via di fuga per la
cantante: fin da ragazza inizia a strimpellare blues e folk per
fuggire lontano da questo ambiente che le trasmette solo oppressione
e contraddizione. Non è certamente una novità per gli Anni '60, se
ne incontravano tante di persone così: infatti nel cammino di Janis
ci imbattiamo anche in un certo Jorma Kaukonen, che più avanti
diventerà chitarrista dei Jefferson Airplane.
E Lady Janis sarà sempre una ragazza problematica: bruttina e
sgraziata, si porterà dietro questo complesso di inferiorità che, a
contatto con lo scintillio dello showbiz, sarà una delle cause della
sua discesa autodistruttiva verso gli inferi.
Alcune registrazioni del periodo degli esordi (inedite fino alla
morte della nostra) documentano il debito di Janis nei confronti
della grande Bessie Smith, ma dimostrano anche che la cantantessa
aveva già le carte in regola per vantare uno stile personale ben
prima del sodalizio col gruppo che poi la lancerà nel firmamento
rock, Big Brother & the Holding Company.
Attirata dal richiamo della hippy revolution, nel 1966 Janis si
trasferisce a San Francisco (c'era già stata prima, ma di passaggio)
ed entra nella band (dal sound molto psichedelico, in linea con la
Città dei Fiori). La sua voce è qualcosa di veramente eccessivo e i
primi mesi sono sufficienti a regalarle il passaporto per la
notorietà planetaria. Anche a dispetto dei musicisti e del
materiale: tutti e due non sempre su livelli ottimali.
Big Brother non è granché come band, tuttavia quella miscela di
blues e psichedelia aiuterà Janis (non sempre lead-singer nei brani
del gruppo) ad affinare lo stile solista che nascerà poco dopo: e
sarà proprio lei a regalare al combo l'unico briciolo di celebrità.
L'anno è il 1967, la canzone è "Ball and Chain" (forse la migliore
performance di Janis, catturata su film) e la cornice è lo storico
Festival di Monterey, in pieno clima Flower Power.
Dopo il debutto su etichetta Mainstream, i Big Brother si legano al
manager Albert Grossman e migrano alla Columbia. Janis esce dal
gruppo immediatamente dopo la pubblicazione del secondo album,
"Cheap Thrills" (che comunque si piazza al top delle chart nel
1968), per inseguire golosi presagi di gloria.
L'inizio dell'attività da solista avviene con "I Got Dem Ol' Kozmic
Blues Again Mama!", registrato assieme alla Kozmic Blues Band, un
ensemble che comprende persino una sezione fiati e dove suona un
trasfuga dei Big Brother (il chitarrista Sam Andrew). Pur essendo un
hit, "Kozmic Blues" non è la miglior prova della nostra: la Kozmic
Blues Band suona sicuramente più pulita del vecchio gruppo, ma certe
vibrazioni soul-rock e quell'atteggiamento un po' distaccato danno
un'impressione di generale forzatura. Questo non impedisce alla
nostra di incidere hit assolute: per esempio "Try (Just a Little Bit
Harder)" e "Little Girl Blue", in cui la sua voce tocca corde
inarrivabili di strazio e commozione.
Dopo il debut-album, la carriera di Janis Joplin diventa un'amara
altalena fra droghe, alcolismo e amori sbagliati che riempiranno le
biografie dei successivi decenni. Strano, perché musicalmente le
cose cominciano ad andare bene proprio poco prima della morte:
finalmente Janis trova una band di supporto più versatile, la Full
Tilt Boogie Band, e ci fa l'ultimo disco: "Pearl", mirabilmente
prodotto da Paul Rothschild, che aveva creato l'onirico e veemente
suono dei Doors. L'album non convince appieno la critica: forse
pecca in abrasività, tuttavia "Pearl" è la prova lampante della
maturità raggiunta da Janis Joplin nell'ultimo periodo. Gli stili,
una volta molteplici e sparsi, formano ora una miscela unica che è
blues, è soul, è folk, è rock e non è nessuna delle suddette cose. È
solo il Janis sound: e solo se ascoltiamo "Mercedes Benz", "Get It
While You Can", e la versione di "Me and Bobby McGee" (hit presa da
Kris Kristofferson, che le regalò il numero 1 postumo nelle chart)
possiamo capire davvero quale fenomeno di sensualità musicale sia la
Signora Janis Joplin.
Janis Joplin viene trovata morta per un'overdose di eroina nella
stanza di un albergo a Hollywood il 4 ottobre 1970: pochi giorni
dopo uscirà "Pearl".
La perla entra in circolazione, ma il gioiello... quello non c'è
più.
( Fonte: Musictory.com )

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