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La paura di guardarsi dentro

Ragnatele imprigionano la nostra conoscenza.
Ci doniamo alibi che fortemente percepisce la prima figura.
Occhi dentro l’anima, finte passioni per non ricordare fosche illusioni.
Ti ho mai detto che mi piaci ?
Autostima parola inflazionata nella sequenza di fotogrammi
accuratamente distribuiti all’ombra del nostro, mio ignorare.
Selvagge paure di riconoscere il bello che pur c’è anche in noi.
Ci segue a distanza l’ombra nemica, siamo soli, siamo desolatamente soli, neanche noi ci amiamo.
Luci e ombre si accavallano per confondere le vere ombre che ristagnano nel nostro cuore.
Ho sete di aria fresca che mi sveli la luce che anche in me brilla.
Il peggior nemico è la mia coscienza che m’impone senza diritto alcuno di odiarmi.
False comari innalzano altarini a chi non gli merita.
E noi nudi davanti alle nostre incoerenze piangiamo liquidi imputriditi che da troppo tempo stagnano nel nostro cuore.

 

 F. M. Turrini  2009

 

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Il tempo

 

Folla, gente, luce, ombre, massa.

Volti anonimi, come anonimo è il fine del continuo correre.

Dipinge la LUCE con tratti nervosi e decisi.

Profili d’oro per scontornare vite anonime.

Spazio davanti alla folla che avanza, quieta non minacciosa, ma avanza.

Come in un fotogramma, si ferma l’attimo, poi tutto si mischia si accalca.

Ombre allungate che segnano spazi e confini, simboli dell’anima.

Tutto tra breve ci sovrasterà.

Il silenzio appare minaccioso ma non è così, non hanno niente da dirsi, da spartire se non quella fugace corsa verso la metropolitana.

Orari da rispettare, vite da consumare in fretta, una corsa ad ostacoli senza vincitori ma solo vinti.

Osservare è tempo perso, giù dalla scalinata come ogni mattina, giù come in un abisso senza fine.

Mattine luminose ma solo nel cielo, nell’uomo ombre statiche e noiose prendono il sopravento.

Correre, correre non c’è tempo.

Ciao sono Piero, ciao sono Antonio, ciao sono Chiara, si vorrebbe dirlo, farlo, conoscersi, ma non c’è tempo.

Volti conosciuti da anni, ma anonimi, non c’è tempo.

Poi un giorno ti accorgi che sono passati anni, tanti anni, vorresti fare tante cose, conoscere Chiara, ma è tardi,

non c’è più tempo.

 

Frattanto a Sirmione Luigi si fa accuratamente la barba.

 

F. M. Turrini   2012

 

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Sogno

 

Sogno dolcezze che mancano al mio cuore, ho la vita davanti a me!

Che cosa farò della mia vita, cosa farà la vita di me?

Il mio corpo decanta, lentamente affiora in queste pacate colorazioni.

Fibre di vita, amore senza intrighi, occhi discreti si accostano alla mia nudità.

Sempre più decifrabile molto erotica, esprime senza volgari compromessi il giusto.

Racchiuso nella mia, serena voglia d’amore accosto la mia sensibilità al tuo essere.

Nel sogno affiorano sentieri, luci abbaglianti scontornano sagome profane.

Sobriamente mi accosto, accarezzo il tuo volto, ti dissolvi…ti perdo…era solo un sogno.

 

Frattanto a Calcinato Marta si appresta a cucinare.

 

 

F. M. Turrini  2012

 

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Musicale

 

Fanciullesche e innocenti visioni, cromatismo che nel giocare rende complice la mia voglia di aria PULITA.

La musicalità esce spontanea, geometrie musicali, dove mi perdo.

Labirinto di emozioni forti, ho lasciato cadere il filo d’Arianna sperando di non trovare più l’uscita, rimanere qui nel colore.

Atmosfera festosa e ospitale che solo i poveri sanno donare a piene mani.

Non portarmi via, lasciami qui dove il mio sentire è più vero e non mi chiede compromessi.

Lasciami nella musica del cuore nell’armonia dell’amore.

La città ritma al suono del Samba.

Lasciami qui nel carnevale imminente.

Vie, porte, finestre, gioco spettacolare, non farmi scendere, non farmi svegliare.

Va via la connessione alla rete ed io rimango come uno stupido…SMARRITO!

 

Frattanto a Chieti la signora Veronica litiga con il marito.

 

 

F. M. Turrini  2011

                                                                                                                                                                                                                                      

 

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Specchio guerriero

 

Disarmato, esangue la mia vita senza lotta si frantuma silenziosamente.

Il mio specchio guerriero lotta, sanguina si difende VIVE.

Armato non solo letteralmente, armato dentro, nel cuore, armato nell’anima.

Armato del coraggio per non soccombere tacito, inerme, rassegnato.

Le braccia a penzoloni sono il mio simbolo di sconfitta, si può essere sconfitti senza lottare?

Il mio specchio guerriero ha sul terreno fertile un quadrifoglio, simbolo di fortuna.

Il mio specchio guerriero ferito sanguina, ferito ma non sconfitto, rimane eretto, rimane vivo.

Io senza ferite apparenti muoio dentro, muoio nel mio essere spento! Piano, piano, piano, piano…

 

Frattanto Michela dialoga al telefono con un amico.

 

F.M. Turrini 2010

 

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Vivo

 

Vivo deformando il mio mondo attraverso vetri colorati.

VIVO?

 Vivo sopra devastanti calcinacci dell’anima, non riesco a costruire, non riesco a sovrapporre pietra su pietra.

Vivo ?

Vivo pensieri offuscati da false brezze di umor sereno.

Vivo ?

Vivo e frattanto intorno sornioni riposano i miei progetti.

Vivo ?

Vivo e implodono nel cuore irose e devastanti promesse: DOMANI!

Vivo ?

 

 

 F. M. Turrini   2010

 

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Intarsi

 

Posizione fetale per tentare di rinascere almeno dentro.

Giochi arabeschi per riscoprire i colori dei nostri avi.

Piomba silenziosa la luce sul mio corpo, svelando l’assoluta indifesa dimora.

Geometrie che il corpo cerca invano di assorbire labirinto d’Amore.

Ferma è la Mano, svelami l’arcano di così pronta e innata delicatezza.

Tasselli di marmo, intarsi d’Amore.

Nel sogno cavalco l’amico pesce immaginario, ci inabissiamo nel mare che ci accoglie silente e profondo.

Mi manchi, mi MANCO!

 

F.M. Turrini  2010

 

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Perdersi

 

Perdersi in profondi e accecanti bagliori dove abita l’anima.

Delicato il tuo essere, silenziosi e intensi sentimenti traspaiono dal tuo non dire.

Sogni racchiusi viaggiano nella tua mia mente.

Fugaci sprazzi di visioni terrene e poi perdersi nell’inconscio.

Accarezzare con la mia anima la pantomima del vivere.

 

 

F.M. Turrini 2009

 

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Un sorriso

 

Sorride l’anima, legata al sorriso che non puoi fermare.

Scivolano le mie paure su macchie viscide d’amore.

Pensieri sensuali si racchiudono in immagini espresse con parsimonia di colore.

Legami al tuo cuore ma senza corde con il solo amore.

Lascia la fune e prendi le mie labbra.

Sorridendo con gli occhi ti disarmo e disarmo il mio cuore.

 

F.M. Turrini  2009

 

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